martedì 3 luglio 2012

25 marzo - Sentiero delle Anime

Ne avevo sempre sentito parlare da mio fratello Gianni , che aveva fatto di   Traversella e della sua palestra di roccia la  seconda casa ...e così,quando Seba mi dice che mi raggiunge lui ad Ovest questo fine settimana, gli propongo un weekend di "relax"dopo le grandi fatiche per andare a fare  il trekking alla scoperta delle incisioni rupestri delle rocce del "Sentiero delle Anime". 


Non vedo l'ora di percorrere questo cammino, forse nella speranza di rivivere l'emozione della "prima volta" davanti ad un incisione,avvenuta durante il Woman Desert Ride nell'Acacus in Libia .

Avevo letto che esistono due leggende sul significato delle incisioni che si trovano qui: la prima si riferisce ai segni lasciati dagli spiriti che transitano continuamente lungo il tracciato, la seconda ricorda il passaggio dei guerrieri valdostani e canavesani morti nel difendere le loro terre dai romani.



Parcheggiamo l'auto alle miniere di Traversella ,attraversiamo  il ponte e, fra due ruderi, seguiamo la sterrata, segnavia 719 e 729 con indicazioni per la Palestra di Roccia, il "Sentiero delle Anime" e per  il centro del  paese.

Da qui percorriamo la via Monte Marzo e, dopo essere passati accanto alle ultime case di Traversella, entriamo nel bosco di castagni, betulle e noccioli.
La primavera ci offre i suoi primi meravigliosi doni.




Su largo sentiero giungiamo  alla roccia  denominata "Ròch 'D La Fornas" (905 m) che porta incisa una croce in memoria di Vignadocchio Domenico, abitante di Traversella, morto tragicamente nel 1905.
E' il primo "segno".....bah, un po' recente, ma comunque una "traccia"...
Proseguiamo per un sentiero ben lastricato e  arriviamo al Rifugio Piazza.
Questo  è il buen ritiro dei climbers che frequentano la palestra di roccia e così ne approfittiamo per fare una sosta e goderci l'ambiente.


In realtà di soste ne facciamo parecchie ....ogni baita abbandonata ne è motivo...

Mi sento molto in versione "cercatore di segni".....in realtà una cartellonistica precisissima  toglie un po' della magia della ricerca ... il primo stop è in località "Traunt Alvant", dove un cartello ci segnala che incisa, su una pietra affiorante del sentiero, si può vedere una grossa coppella che, forse, ingraziava il percorso del viandante.
Beh...speriamo sia così!!!Di certo per ora ci riempiono molto più di meraviglia gli splendidi fiori che scorgiamo nel cammino...




Dopo aver attraversato il torrente ,giungiamo  al "Ròch ëd Tòni" , dove  sono rappresentati "cruciformi pomati da coppelle ed un antropomorfo sessuato".....


A quota 1141 m, in località "Traunt", nota anche come "Pian dij crus", il cartello ci segnala che sono ben evidenti "cruciformi, una croce allegorizzata, un antropomorfo asessuato, un crociforme ricrociato e, su un masso posto a destra dello sperone roccioso principale, coppelle e croci grecizzanti già rappresentate su monete celtiche".




Pochi passi e siamo già all' incisione successiva, sempre in località "Traunt", dove vi è una croce latina su una roccia affiorante del sentiero.





Spesse volte,( povero Seba!!!!! - N.D.R.) mi ritrovo nei panni che ho indossato per molti anni in gioventù : quelli di "faccio una ricerca su...".....così scopro che i  petroglifi della zona di Traversella sono principalmente di tre tipi: coppelle, cruciformi ed antropomorfi. Le coppelle sono piccole incisioni semisferiche, a volte connesse da canaletti, utilizzate come simbolo solare, di fecondità e di buon augurio. I cruciformi ricordano la lunga e difficile cristianizzazione delle valli alpine e, data la loro numerosità, indicano che il "Sentiero delle Anime" doveva essere considerato come una specie di via sacra. Gli antropomorfi sono una specia di omini stilizzati, alcuni asessuati, altri con sesso ben evidenziato, altri ancora rappresentati con braccia aperte e gambe divaricate, ad "H", nella posizione dell'"orante", colui che prega.




In località "Mont ëd Rivelle" , troviamo la famosa "Roc dij crus" con "croci grecizzanti, segni confinari, cruciformi, un quadrato a scacchiera (forse rappresentante una rete da uccellagione) ed un quadrato che incornicia una balestra".




 Per raggiungere le incisioni più lontane risaliamo il sentiero  verso il Rifugio Chiaromonte, per una decina di minuti, seguendo le indicazioni arancioni fino ad un grosso ometto. Poi ci caliamo a sinistra per poche decine di metri fino al  "Bech dël Fes-Cèi" (1398 m).






Dopo questa "sbornia"di segni ne approfittiamo per l'ennesima siesta, prima di ridiscendere e attraversare il meraviglioso borgo deserto di Cappia.




E' già l'ora di rientrare: stasera festeggeremo il nostro rientro dall'Alaska con una splendida cena in compagnia di Papà e così dobbiamo resistere alla tentazione di prolungare queste piacevoli ore in questo  luogo così "frequentato"  ....



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