mercoledì 21 novembre 2012

Tappa 5 - Da Mostar a Medjugorie


Da Mostar a Medjugorie - km.38

Mi sveglio all'alba con l'intento di  visitare il centro di Mostar con la luce e senza la fiumana di turisti che ieri sera invadeva il famoso ponte, la suggestiva e vivace Kujundziluk, l'antica via degli orefici e il bazar cittadino.
Alle 5 del mattino siamo in giro io e gli inservienti che puliscono la strada....e io respiro finalmente la suggestione di questo luogo....

Tabahana


Il ponte storto (Kriva Cuprija)








                                                             Stari Most e Torre Tara

......le ferite ancora aperte.......

La moschea Karađozbeg


Lascio Mostar gettando uno sguardo a questo profilo, con l'altissimo campanile della cattedrale cattolica e la grande croce che domina la collina.....e mi rattristo un po' pensando che una fede possa essere usata per imporsi sull'altro, sul diverso da noi.....
Lascio la conca di Mostar e risalgo un passo verso la meta di oggi, che è poi la meta di questo  viaggio...avevo fatto una promessa e questi pochi chilometri sono quelli che mi separano dal mantenerla.....

La piana dove sorgono oggi i villaggi che fanno capo a Medjugorie era, fino al 24 maggio 1981, abitata da gente che lavorava la terra , piantava il tabacco e la vite , produceva vino e verdure...
...la gente che ho incontrato ancor oggi fin qui.....ma arrivo a Medjugorie e mi sembra di essere arrivata a Las Vegas : insegne luminose, clacson che suonano all'impazzata e una fiumana di italiani che invade la grande piazza....sono frastornata e la prima sensazione è quella di scappare al più presto...non era questo quello che mi aspettavo di trovare in un luogo che mi affascina per il fatto che tante buone energie tutte insieme siano comunque un miracolo in questo mondo.


 


Cerco di prendermi tempo, trovo un posto per dormire, lascio la mia Crisp in camera ed esco a piedi, comunque curiosa di conoscere.....e da qui in poi è ricordo, preghiera ed anche speranza.








Tappa 4 - Da Knin a Mostar

Da Knin a Mostar - km.197

Come nei giorni precedenti, cerco di partire all'alba nella speranza di godermi qualche ora di pedalata senza rischiare di cuocere come un "cirighin" sull'asfalto.La giornata sarà lunga e mi porterà al confine con la Bosnia-Erzegovina....oggi non ho ancora ben chiara la meta...vedrò di raggiungere la città di Imotski  e lì deciderò il da farsi.
Vrlika - Fortezza di Prozor



Trilj e il fiume Cetina









Arrivata ad Imortski non trovo nessuna sistemazione, ma è ancora presto e così decido di passare il confine e percorrere la cinquantina di chilometri che mi separa da Mostar.Non riesco a cambiare in marchi bosniaci perchè i soli cambi che si trovano sono nelle banche ed oggi , essendo domenica, è tutto chiuso .Sono un po' preoccupata ma spero di trovare comunque una soluzione una volta arrivata a Mostar.

Arrivo a Mostar all'imbrunire.La priorità ,prima ancora di guardarmi attorno,è cercare una sistemazione per la notte.Dopo qualche infruttuoso tentativo la buona sorte mi  conduce alla Pansion Savat (www.pansion-savat.com.ba).Assolutamente consigliata per la gentilezza e la disponibilità.

Mostar è davvero una città che lascia un segno in chi attraversa le viuzze del centro storico , intorno al suo simbolo :lo Stari Most sul fiume Neretva.

Le cannonate dei militari croati che il 9 novembre 1994 distrussero il ponte e spezzarono in due la capitale dell’Erzegovina segnarono la fine di un mondo, di un sistema di valori fondato sulla coesistenza delle diversità.

Dal 1996 gradualmente qui si tornò alla normalità.

Nel 2004 è terminata la ricostruzione del ponte (utilizzando la pietra della cava originaria e tecniche di costruzione risalenti al XVI secolo) e della città vecchia, che è riconosciuta come Patrimonio dell'umanità Unesco.



Oggi, passato e presente convivono in uno scenario che lascia ancora tante domande...non arriverò mai a capire perché persone che abitavano insieme da decenni presero a uccidersi...












lunedì 12 novembre 2012

Tappa 3- Da Senj a Knin

Da Senj a Knin - km.percorsi 192

Non così a malincuore abbandono la costa per inoltrarmi all'interno , in cerca di strade più tranquille, lontane dal caotico traffico vacanziero.
Non so cosa troverò. So che dovrò svalicare puntando ad est e poi prendere una traccia  verso sud-est.



Saluto il mare  e ben presto arrivo al valico di Vratnik.Mi godo il fresco delle prime ore del mattino, ben sapendo che non appena il sole sarà alto in cielo dovrò ancora combattere con la calura.
La zona che attraverso è una incantevole piana,la Valle della Gacka tra il Velebit e la Mala Kapela,  dove il tempo sembra essersi fermato ad una cinquantina di anni fa.



Arrivata nella cittadina di Otocac, ne approfitto per una sosta ristoratrice  e per studiarmi un poco l'itinerario da seguire.



Costeggio per chilometri sulla mia  destra il parco di Paklenica e mi affiorano alla memoria i ricordi di una vacanza di vent'anni fa al seguito di mio fratello ,che mi iniziava all'arrampicata sportiva nel paradiso di quelle falesie...le raccomandazioni del nonno di stare attenti ai primi disordini che stavano scoppiando laggiù , le notizie di una guerra vicina ma così lontana nelle pagine dei quotidiani italiani e in TV.....



Lungo le strade che sto percorrendo nei primi anni novanta  le forze paramilitari serbe lanciavano i propri attacchi alle città della costa dalmata.Dal 1995 le stesse strade rivedevano in senso opposto le scene di pulizia etnica, con la maggioranza della popolazione serba  costretta alla fuga.
Mi sembra un brutto film, invece tutto questo è davvero avvenuto.





Arrivo a Knin, la meta di oggi,con gli ultimi raggi di sole.Non perdo nemmeno cinque minuti per trovare l'alloggio per la notte . I padroni di casa sono incuriositi nel vedermi viaggiare da sola e mi festeggiano con un bel bicchiere di grappa!!!

Il giro in città la sera mi regala la visione di muri ancora sfregiati,negozi con le vetrine sbarrate e ancora nere di fumo.
 A Knin oggi  sventolano le bandiere croate, appese ai pali della luce, ai semafori. La citta' e' croata. Ma chi c' e' ora a Knin?