giovedì 31 maggio 2012

Cio' che rimane sottopelle...


"Eravamo arrivati un anno e mezzo prima con una nave ben equipaggiata e grandi speranze.
Avevamo sofferto, fatto la fame, e trionfato umiliandoci ma agguantando la gloria, diventando più grandi dentro la grandezza di tutto quello che ci stava intorno.
Avevamo visto Dio nel suo splendore e ascoltato il racconto che la Natura ti impone.
Avevamo raggiunto l’anima nuda dell’uomo”

Ernest Shackleton- spedizione Endurance 1914-1916

IDITAROD 2012 - FINISHER!!!!

14th place Ausilia Vistarini, Italy,bike,  8 days 23 hours 19 minutes only female cyclist finish!!

14th place Sebastiano Favaro, Italy, bike 8 days 23 hours 19 minutes





Finita la neve, resterà un nuovo giorno,
resteremo noi con il nostro andare.


IDITAROD 2012 - To finish line -MC GRATH

From CP6 Nikolai - 5 March 2012 - 14:20
To McGrath - Finish line - 6 March 2012 - 13:19

 Dopo quattro ore di sonno nella stanzetta di Stefania , la figlia della coppia che ci ospita, ci rimettiamo in piedi per prepararci a percorrere le miglia che ci separano dal traguardo.
I nostri movimenti sono lenti...guardando fuori dalle finestre osserviamo che è in corso una fittissima nevicata e non abbiamo una gran voglia di lasciare il clima torrido della cucina Petruska...ma è giunta l'ora.....lo scorso anno avevamo impiegato una decina di ore o poco più per percorrere questa sezione ....quest'anno ci occorreranno quasi 24ore.....



  Appena usciti dal villaggio  facciamo l'amara scoperta che la fitta nevicata ha cancellato completamente le tracce del trail....e noi non abbiamo più il gps....Seba intravede appena il buco lasciato dalle bacchette della coppia di runners che ha lasciato il CP qualche ora prima di noi....brancoliamo un po' in questo white-out che tutto assorbe....sarebbe davvero una beffa seguire una traccia sbagliata proprio ora.......ma "Là c'è la Provvidenza": un paio di motoslitte dirette a Mc Grath ci segna il cammino.....facciamo un respiro di sollievo.
 Intanto si continua a spingere e le ore trascorrono...
Arriva il buio , proprio nel momento in cui il trail segue una deviazione nuova,che ci porta accanto ad alcune cabins.....quanto forte è il desiderio di dormire sotto un tetto davanti ad una stufa accesa.....ma è solo un sogno:stanotte ci attenderà l'ultima notte all'addiaccio....

 La selvaggia Alaska ci mostra il suo lato severo:qui si vive ancora di caccia.....
 La "cotta" ,che era venuta a me la notte precedente trasla, su Seba.....sta crollando dal sonno...lo sprono a proseguire .....fa così freddo e il pensiero di dormire facendo un buco nella neve così alta mi spinge a continuare....ma Seba non riesce a proseguire ...gli occhi gli si chiudono....così decidiamo di fermarci.
Battiamo la neve per ricavarci  uno spazio sufficiente per posare i nostri sacco a peli e ci distendiamo....la mia giacca è completamente ghiacciata anche all'interno...che brutta sensazione ....stiamo per prendere sonno quando vediamo avanzare verso di noi un fascio di luce che illumina a giorno lo spazio circostante.....ma chi è???????????sono i trail brakers della Great Sled Dog Race!!!!!!stanno tracciando la pista per la gara che dunque passerà di qui fra qualche ora!!!wow!!!!che fortuna !!!
"Adesso dormiamo tre o quattro ore e vedrai che domani il trail sarà uno spettacolo!arriveremo pedalando!yeah!!!!!"
 .....fallimento........ci rimettiamo in movimento che è ancora notte fonda.....le snow-mobiles hanno "triturato" la neve e si sprofonda ancora di più..........

 Avevamo sentito da altri concorrenti dell'esistenza di una ice-road lunga 15 miglia, percorsa da mezzi pesanti e quindi molto pericolosa ma che sarebbe stata pedalabile e  che ci avrebbe condotto alla meta "velocemente"...ma quando arriviamo ad un bivio scegliamo di seguire comunque le balises della Iron Dog anche se non esiste traccia del trail , cancellato dalla fitta nevicata....spingitori fino in fondo!!!!

Arriviamo al "lago della Franca": qui lo scorso anno abbiamo vissuto l'esperienza di un momento di comunione con la nostra amica ....quest'anno non c'è più il vento danzante ma uno splendido cielo azzurro che ci ridona i colori  e il sorriso dopo tanto whiteout.


Mancano ancora una decina di miglia.......le più belle.....forse fra le più lente ,vista la quantità di neve fresca....


Ma laggiù si intravede il ripetitore....ci siamo quasi.....
Eccola la strada ghiacciata che ci condurrà al traguardo: cinque chilometri di "real cycling"!!!!
Che gioia......cantiamo, urliamo....o meglio canto, urlo...sono così felice...con Seba accanto!
All'ingresso del villaggio due motoslitte inchiodano a lato strada per salutarci.....che sorpresa! sono  Pavel Richtr e Robin MacAlpine, due forti concorrenti che sono arrivati fra i primi e che sono venuti ad accoglierci.


Scattiamo una sola foto per immortalare l'istante e appoggiamo le bici per entrare in casa di Pete.
E' finita!
Ce l'abbiamo fatta!
Ci accoglie lo splendido sorriso di Kathrin, The Race Director e una tazza di cioccolata calda che mi  allunga Pete , ancor prima che abbia il tempo di abbracciarlo.......


L'emozione di questo istante rimarrà per sempre nel mio cuore.
Un bacio a Seba...siamo proprio una "coppia fortissima"con una "vita fortissima"!!!!!!!!!!



IDITAROD - To CP 6

From CP 5 Rohn - 3 March 2012 - 05:30
To CP 6 Nikolai - 4 March 2012 - 06:40
La ripartenza da Rohn è sempre traumatica.Questa è la zona più fredda che si attraversa e ho ancora ben fresco nella mente il ricordo  di quanto fosse stata per me dura questa sezione del trail....e come lo scorso anno non è ancora trascorsa mezz'ora dalla ripartenza  che ci troviamo in grandissima difficoltà e all'improvviso.
Seba, che come al solito mi precede, mi urla di fermarmi all'istante.Il ghiaccio sotto i suoi piedi ha ceduto.Siamo nel bel mezzo di un overflow  e il buio non facilita di certo  la ricerca di un passaggio sicuro.
Intravediamo  all'orizzonte l'avvicinarsi di una luce: è Billy.Confidando nella sua grande esperienza decidiamo  di non muoverci e di aspettarlo.Lui estrae  dalle sue borse due ghette lunghe fino alla vita.
Mentre attraversa però una "zona rossa" , una ghetta rimane  impigliata forse in una roccia e l'acqua entra in una calzatura.
E' quello che non sarebbe mai dovuto succedere.
Scopriremo solo più in là i danni gravissimi che questo incidente causerà a Billy.
La sua grande esperienza  e conoscenza del ghiaccio , comunque, ci permettono di trovare il passaggio buono.
Io ne esco incolume.Seba ,invece, che ha attraversato più volte per aiutarmi e per trovare una via buona , vede i suoi neos trasformarsi  ai -38° C  in due monoblocchi di ghiaccio, tipo gesso.
Finalmente con l'alba lasciamo il tanto temuto Kuskowim River, che ritroveremo fra non molto, per entrare in una zona devastata  una ventina di anni fa da uno dei più grandi incendi che ha colpito l'Alaska.

Il paesaggio è surreale.
Incredibilmente in questa sezione del trail c'è così poca neve che affiora il terreno.....non ci sembra vero dopo essere sprofondati per così tanti chilometri ...ci illudiamo e di certo speriamo che  queste condizioni ci possano  accompagnare fino al traguardo ...ma  non sarà così.......

...e arriviamo anche alla temutissima cascata.
A sorpresa quest'anno il trail l'aggira tramite una ripidissima "pettata"....

....e così anche la cascata è alle spalle......


La conosciuta difficoltà che stiamo per affrontare è quella rappresentata dal superamento delle Farewell Hills.
Lo scorso anno il numero delle colline da superare mi era sembrato infinito e così quest'anno decidiamo di "contare" il numero dei su-e-giù  da lasciare alle spalle.Naturalmente esssere in singlespeed non facilita ...e ce ne rendiamo ben conto quando ci passa Dave , che ,pedalando agilissimo ,ci supera fischiettando.



Alla fine avremo contato cinquanta, esattamente cinquanta (!), colline superate.....
Ritroviamo Billy fermo in mezzo al sentiero davvero preoccupato per le condizioni del suo piede, che sta assumendo un aspetto davvero impressionante.
Arriviamo ormai al tramonti alla deviazione per la Bear Cabin.Seba vorrebbe fermarsi lì, memore della terribile odissea vissuta lo scorso anno per raggiungere Nikolai.Ma io sono smaniosa di raggiungere il CP6.So che lì c'è la possibilità di avere una connessione internet e io non vedo l'ora di avere notizie da casa sulle condizioni del mio adorato micio.
E poi mi sento bene e il morale è alto.
Raggiungiamo il Sullivan Creel Bridge che è ormai scesa la notte.
...e da qui ricomincia un incubo.Improvvisamente mi spengo.Crollo dal sonno .Non sono in grado di pedalare.E ' tremendo .La temperatura intanto è scesa drasticamente intorno ai -36°C.
Non voglio fermarmi a bivaccare.Fa troppo freddo.Devo resistere.
Ma non ce la faccio.Procedo tenendo gli occhi chiusi dieci secondi e poi aprendoli per cinque...e così per
chilometri...poi sui laghi chiedo a Seba di salire in bici...cerco di contare i colpi di pedale, di focalizzare l'attenzione su una sequenza di numeri per stare sveglia...non ce la faccio...non ce la faccio più....
Allora dico a Seba: "Ti prego dammi due Pringles"....mamma mia come ci si riduce......due patatine mi danno nuova forza....e si procede.....ad una ventina di chilometri da Nikolai il cielo è squarciato dal miracolo dell'aurora boreale....ci fermiamo ...è meraviglioso...ma chiediamo al Cielo "che faccia in fretta"....fa così freddo e non possiamo fermarci.
Ad un certo punto Seba mi avvisa di aver visto una luce  di una frontale all'orizzonte.Mi faccio forza .
E' la fortissima runner Shawn McTaggart , che sta vivendo questa grande avventura in solitaria.Le chediamo di procedere insieme ,ma ci dice di aver intenzione di bivaccare sul trail.
Sono le 06 e 40 di mattina quando finalmente entriamo nella casa dei coniugi Petruska , dopo aver vagato  un'ora fra le sparute case del villaggio in cerca del CP.
Qui troveremo l'accoglienza di una famiglia, un letto caldo, un piatto di spaghetti al sugo di alce, buone nuove su Occhitristi dal message board etanti incoraggiamenti dagli amici lontani,il piede congelato di Billy, la festa di compleanno per Shawn.....che gioia.....