lunedì 30 maggio 2011

VIA DEL SALE - 14/15 maggio

La "Via del Sale"...tante volte abbozzata, percorsa diverse volte  a tratti senza mai arrivare al mare....
ma questo è il weekend "buono" , anche se le previsioni sconsigliano di fare una due-giorni sui pedali....basta uno sguardo tra me e Seba per decidere di partire comunque , senza badare a bollettini nefausti....E' sabato pomeriggio, quando lasciata l'auto a Varzi partiamo, senza nemmeno una cartina , in direzione "Mare"!!!
Io oggi monto un 32: 21 , forse non troppo adatto ai 2300 metri di dislivello percorsi nei primi 34 km!!!!
La via parte  superato il ponte sullo Staffora  e superati alcuni rapidi tornanti, continua a salire lungo le arenarie fino a raggiungere il paese di Monforte.


Si attraversa uno splendido bosco di castagni e di vistose selci.Primo errore di percorso: c'è un bivio che decidiamo di prendere per la prima volta a sinistra....una lunghissima discesa ci fa perdere in fretta quota e così ,per una traccia che non c'è ,cerchiamo di raggiungere in qualche modo la strada asfaltata che sapevamo ci avrebbe condotto all'abitato di Castellaro.
Da qui parte un sentiero ripidissimo che attraverso un bosco di faggi e uno meno esteso di larici arriva a Pian della Mora e da qui sulla cima del Monte Boglelio.





 Procediamo lungo il costone per una larga mulattiera che prosegue verso il Monte Rotondo e il Garave.Da qui si ha una splendida vista  sulla verdissima Val Curone.
Oggi ,sarà per un residuo di attacchi di panico di cui ho sofferto in settimana, sono molto fiacca ma il sorriso di Seba mi dona forza e tranquillità e in poco tempo i miei "dolori  immaginari" si dissolvono...





Arrivare sulla cima del Chiappo è una gran fatica  con tante rampe ripidissime da passar via...
 Ma giunti in vetta la vista di cui possiam godere è notevolissima!

 Ne approfittiamo per fare un'ottima merenda naturalmente con il salame di Varzi!!!!
Il Chiappo raggiunge i 1700 metri.Sulla sommità si trova un San Giuseppe , anche lui perso a comtemplare l'orizzonte, che è davvero splendido e si dissolve fino al mare.

Mentre iniziamo rapidamente a scendere , incrociamo in salita i partecipanti ad un ultra trail di 70km....un giorno o l'altro so che arriverò a correrne uno anch'io, perchè è un tipo di competizione che mi affascina moltissimo!!
Arriviamo a Capanne di Cosola, una breve sosta al punto di controllo dell'ultratrail e poi decidiamo di proseguire.Da questo punto la segnaletica non è più così presente.Bisognerebbe seguire il segnavia  costituito da due rombi di colore giallo.I ragazzi del controllo però ci invitano a seguire le balises della gara e così  maciniamo un dislivello ancor più marcato ... invece di seguire  il sentiero in costa,saliamo prima sul Monte Cavalmurone, poi sul Monte Legna ed infine sul Monte Carmo!un bel "sù e sò"!!!!



Nel frattempo il cielo diventa sempre più nero e magari sarebbe il caso che pensassimo ad una sistemazione per la notte, dal momento che non abbiamo con noi una tenda e neppure il saccoapelo...e pernottare fuori stanotte non è cosa da farsi!
Scendiamo fino alla locanda alle Capanne di Carrega rapidamente..solo che qui non è possibile fermarsi..io e Seba ci scambiamo uno sguardo prima smarrito e poi stupito quando scopriamo che, a qualche km di distanza, in mezzo al nulla che c'è qua, potremo trovare una sistemazione."Casa del Romano"ha un nome che ci rende entusiasti...Romano è anche il  nome di mio papà, che mi ha insegnato ad essere sempre fiduciosa e a vivere sapendo che "là c'è la Provvidenza"!!!!!...e anche questa volta "ci và di lusso!!!"
Dormire in un letto al caldo, mentre fuori nella notte grandina e tira un vento fortissimo, è davvero una sensazione piacevolissima...lo è un po' meno l'indomani mattina rimettersi in bici sotto il diluvio sapendo che il viaggio deve proseguire....
..ma in fondo in fondo  la pioggia " ci piace"....
Decidiamo di non percorrere il sentiero che avrebbe dovuto portarci sul Monte Antola: la pioggia lo ha reso troppo pericoloso.Così decidiamo di percorrere il tratto fino a Torriglia su asfalto.Passiamo davanti al Lago del Brugneto ,il bacino idrico di Genova.

Nel frattempo con il trascorrere delle ore la pioggia lascia il posto ad un sole caldo.Da Torriglia arriviamo al Passo della Scoffera e da qui alla località San Alberto.Decidiamo di non percorrere il sentiero che da qui scende a Sori , che ci dicono essere impraticabile e di nuovo su asfalto percorriamo la strada verso Pannesi.Da qui ci rimane l'ultima asperità della giornata,il Monte Frane,prima di scendere a Sori.


Ecco il mare!!!!decidiamo di proseguire lungo la costa fino a Recco per premiarci ..nel nostro "solito modo"...

...una sosta in una delle focaccerie più storiche chiude la nostra pedalata...
Il viaggio di ritorno  sarà "non troppo comodamente" schiacciati in treno!...La domenica sera i "pendolari" del mare rientrano  verso casa....ma noi siamo felici...è stato un altro finesettimana straordinario!

giovedì 26 maggio 2011

BREVETTO 400 KM - LUGO DI ROMAGNA



Fra i brevetti "da farsi" c'è sicuramente quello di Lugo, non fosse altro per la passione del gruppo organizzatore :la mitica "Baracca"!!!
Ma sono reduce da una settimana di super lavoro e anche questo sabato riesco a partire solo all'ultimo minuto.Arrivata in stazione a Voghera mi vedo partire il treno davanti....vabbè prendo il prossimo... che accumula nel tragitto tra Voghera e Piacenza un ritardo di 40 minuti, giusti giusti per farmi perdere la coincidenza....Chiamo Seba , che si trova già sul luogo della partenza, pregando di informare gli organizzatori che non potrò essere lì per l'orario della partenza previsto alla francese tra le 18 e le 19.
Sono le 19 e 40 quando arrivo al ritrovo , dove i gentilissimi organizzatori mi hanno aspettata per darmi la carta di viaggio per questo 400km.
Seba si mette davanti a "tirare", dobbiamo recuperare il gap  ed arrivare entro il tempo limite al primo controllo , che si trova a Comacchio.
Oggi ho rispolverato , non avendo fatto in tempo a far montare i cambi sulla mia Crisp, dopo 4 anni  ,la mitica Rossin da 200 euro , con cui avevo corso la PBP!
Arriviamo che è ormai notte al passaggio sul fiume Reno sulla caratteristica chiatta.
Il primo controllo si trova a Comacchio.La strada è tutta piatta e scorre via veloce.
Verso mezzanotte e mezza arriviamo al secondo controllo nel paese di Dozza, dove lo scorso anno, correndo il brevetto dei 300, ci eravamo fermati ad ammirare gli splendidi murales.
Ripartiamo alla volta di Imola, rivivendo le sensazioni forte vissute l'anno prima.La sosta davanti al monumento ad Ayrton, nella notte, con le candele accese, è stata davvero emozionante...

Il buio non ci permette di godere delle belle salite che portano a Palazzolo sul Senio, dove inizia la prima versa salita: 11 km con pendenze anche superiori al 10%.Percorsa di notte è  "indolore"....
Discesa e poi ancora salita verso il Colle di Casaglia....e da qui inizia la vera  discesa....che combinata al freddo che fa mette a dura prova le mie mani!!!!
Al controllo di Crespino troviamo però i mitici "Baracca" con tè caldo e tortine....si può ripartire ritemprati, dopo essere scesi a Marradi, verso la seconda vera salita :il Passo dell'Eremo.


...e poi verso il passo della Peschiera.

Fatta la salita del Monte Busca , arriviamo ad un altro dei luoghi "cari" di questo giro: il "più piccolo vulcano del mondo" in località Inferno...oggi la temperatura è davvero elevatissima e stare vicino al fuoco non fa che aumentare i capogiri da caldo....ma una sosta qui era dovuta...e sembra che non siamo solo noi a volerci fare un salto!

L'ultima parte del percorso , quella "in più" rispetto al 300, che ci porta nella pianura a Faenza  e che pensavamo essere pianeggiante ,si rivelerà essere un continuo saliscendi percorso sotto il solleone...passata Brisighella ci infiliamo in un circolo dove saccheggiamo il frigogelati.....la sosta ci rigenera un po' e dona a me la forza per arrivare al quinto controllo di Casola Valsenio e da qui all'arrivo a Lugo.

Come al solito, dopo una doccia ristoratrice , io e Seba ci abbandoniamo ai piaceri della cucina locale.Oggi qui la specialità è la pizza fritta...proprio quello di cui necessita il nostro fegato dopo 400 km. tirati!!!!