mercoledì 30 marzo 2011

30 marzo 1971 ...my birthday..

40 anni..un traguardo tanto insignificante quanto preziosissimo....40 anni fatti di tanti giorni, da ognuno dei quali ho spremuto il più  possibile....che bella la vita...




May you live all the days of your life.
( Jonathan Swift)

martedì 29 marzo 2011

Iditarod 2011 - CP 6 NIKOLAI MILE 300

CP 6 NIKOLAI MILE 300



IN 4/3 3:30 pm
OUT 4/3 9:30 pm

La notte della tenda di Rohn passata su di un letto di neve ricoperto di rami di abete è stata più confortevole e riposante di quanto mi aspettassi...ero arrivata nel pomeriggio precedente davvero stanca...nella tenda oltre a me e Seba c'erano anche Janice Tower , Sean Grady e un paio di altri concorrenti tutti schiacciati nei propri saccoapelo....verso le 22 ceniamo con una squisita porzione di ravioli in latta,pringles e "italian salame"...Seba ha pianificato di partire con calma la mattina seguente:la prima sezione del trail che ci attende è davvero bella e vale la pena farla con la luce...inoltre la temperatura nella notte è scesa a -39° e non ha molto senso uscire nella notte...
Ci rimettiamo in marcia molto lentamente dopo le sei della mattina...fa davvero freddissimo così decidiamo di percorrere i primi chilometri a piedi per scaldarci un po'....quando arriviamo sul fiume Kuskokwim alla fine del tratto nel bosco ci rimettiamo in sella....Seba è davanti a me una cinquantina di metri....io pedalo..ma i pedali girano a vuoto come se mi fosse scesa la catena.....esito qualche istante...riprovo...ma nulla...i pedali girano a vuoto....lancio un urlo a Seba e appena arrivo gli dico "Qualunque cosa sia successa, a questo punto io la   finisco a piedi!".....Seba mi riferisce di essersi svegliato nella notte quando un concorrente era entrato nella tenda chiedendo a Rob, il responsabile, se poteva portar dentro la bici...Seba nel dormiveglia non aveva fatto troppo caso alla cosa....però aveva visto appoggiare la bici vicinissima alla stufa.....torniamo sui nostri passi ripetendo la scena....forse Rob mi deve aver visto angosciatissima...mi fa capire che se i pedali girano a vuoto è perchè il rocchetto del mozzo posteriore si è ghiacciato e le scalanature (perdonatemi i termini poco tecnici..ma chi mi conosce sa che son fin troppo precisa con la terminologia in questo momento!!!!)si sono appianate e non fanno più presa...Restiamo un venti minuti nella tenda a far "scongelare la  bici" e ci rimettiamo in marcia incrociando le dita...


Per un paio d'ore ogni due-trecento metri devo scendere dalla bici perchè il freddo intenso sta "ricongelando" il mozzo posteriore e dare qualche colpo di pedale all'indietro per poter ripartire, poi la temperatura si alza sui - 20°C e il problema si risolve completamente....che sollievo....

Le prime venti miglia sono davvero dure: attraversiamo il fiume su una una diagonale  a sud-ovest ,poi il sentiero rientra fra gli alberi e si risale con una bella rampa su di un altopiano che costeggia il fiume.
Dopo dieci miglia si arriva al fiume Post.
Il paesaggio è paradisiaco...credo che sia una delle più belle immagini che porterò nel cuore dopo questa avventura...mi sembra di essere in un luogo incantato e magico...è tutto così bello...Seba che è più realista e attento mi invita a sbrigarmi e a non indugiar troppo a far foto: qui sul fiume il ghiaccio è sottile e in alcuni punti l'acqua ricopre il ghiaccio.


Ci stiamo avvicinando ad uno dei tratti di trail che più impensierisce Seba....quante volte ho pensato alla "cascata", che l'anno prima aveva così messo in difficoltà i concorrenti nel tentativo di superarla..
Seba quest'anno aveva portato con sè una corda per agevolare la manovra.
La foto non rende in questo caso la difficoltà ..la cascata è una distesa di cento metri di ghiaccio  ,che si butta nel canyon sottostante con sponde rocciose..la collina è breve ma molto ripida...troviamo un poco di neve fresca così riusciamo a superare il ghiaccio senza troppe difficoltà e incolumi...

Il sentiero per una decina di miglia attraversa boschi e paludi...





Il sentiero è stretto e non è facile pedalare...scende poi a Goodbye Lake e da qui ,dopo aver attraversato un torrente in zona aperta, arriva ad un altro lago....





La pacchia dura poco..iniziano le 35 miglia delle Farewell Burn,che attraversano lo stesso Burn fino a Sullivan Creek...si tratta di un susseguirsi di colline boscose,bruciate interamente nel 1978 nel più grande incendio che abbia mai colpito l'Alaska....capita di incontrare chi ha deciso di riposarsi scavandosi un giaciglio nella neve...



 Le colline si sussegguono senza tregua...sembra il baco di Matrix..la ripetizione dell'up&down sembra non aver fine....e noi spingiamo!


 Questo tratto del trail è decisamente abitato , vista la quantità smisurata di impronte di renna, lupi e linci che vediamo....ma forse noi siamo troppo rumorosi e loro si sono tutti nascosti!
 Ci chiediamo da cosa dipenda la concentrazione strabiliante di pigne sulla punta degli abeti e la loro totale assenza al di sotto ....ma dobbiamo ancora scoprirlo...




Finalmente al tramonto finiscono le colline...passiamo davanti alla deviazione per Bear Creek,che è una cabin che si trova ad un miglio e mezzo dalla deviazione,che ha all'interno una stufa a legna e dove è possibile fermarsi...decidiamo di proseguire..

Arrivati a Sullivan Creek mancano 21 migli all'ultimo check point....e da qui inizia una gran bella crisi per me...aver spinto la mia singlespeed così tanto su e giù dalle Farewell Burn senza alimentarmi come avrei dovuto mi ha davvero stancata..e sono un poco disidratata...cerco di tener duro...metro dopo metro...rallento paurosamente il passo di Seba ma sono davvero stremata...cerco di non pensare e agire come un automa..ripeto come un mantra la stessa sequenza di frasi o di preghiere..meccanicamente...così mi anestetizzo il cervello e penso solo a muovere un passo dopo l'altro...

L'ultima parte del trail prima di Nikolai è piatta e veloce e attraversa boschi,paludi e laghi.
Ad un certo punto vediamo un fascio luminoso che ci viene incontro...Carramba!!!!è Bill ,l'organizzatore insieme a Kathy della gara ,che sta andando a controllare con la sua motoslitta la situazione al Rainy Pass.
...metro dopo metro....finalmente le luci di Nikolai..ma non vedo più quella di Seba....abbiamo preso due sentieri diversi entrambi segnalati da markers....ma io non ho la forza di ritornare indietro....mi raggiunge Seba...ma a questo punto nel villaggio di poche case disseminate sulla forcella non sappiamo quale sia quella dei coniugi Petruska, dove si trova il checkpoint....il primo edifico che vedo è la piccola chiesetta....è aperta e illuminata...riesco solo ad entrare all'interno e a chiudermi nel saccoapelo....
Seba viene a recuperarmi dopo un'oretta e  mi accompagna al cp6...finalmente!!!!!i coniugi Petruska e la loro figlia sono gentilissimi e mettono a disposizione tutta la loro casa..un bagno con l'acqua calda....un piatto di spaghetti al sugo di renna ..una squisitissima chocolatecake....un letto con le coperte....le gioie immense della vita...saluto Daniele che sta ripartendo per Mc Graith e mi abbandono al sonno...sono le quattro di mattina e domattina ,quando la sveglia suonerà alle sette ,sarà per accogliere il giorno che ci porterà al traguardo!



sabato 26 marzo 2011

Iditarod 2011 - CP 5 ROHN MILE 210

CP 5 ROHN MILE 210

IN 2/3 5:0 pm
OUT 3/3 4:0 am

La sveglia suona una prima volta verso l'una della notte , ma dopo un breve consulto fra noi e Tracey, che è un'ultra veterana della corsa, decidiamo di riposare ancora un po' prima di uscire per affrontare il temutissimo Rainy Pass...questa sezione del trail mi incuteva alla vigilia  un sacco di timori...sapevo che si doveva spingere la bici per quasi tutta la tratta, ma per questo mi ero allenata..ma ripensavo ai film che avevo visto degli italiani Roberto Ghidoni , che aveva attraversato  questa zona per sei anni consecutivi immerso in nubi e tormente di neve e Marco Berni, che era   stato costretto anche a ripiegare e a tornare indietro fino a Puntilla perchè non vi erano più tracce nella bufera,impiegando più di  due giorni per arrivare a Rohn.....il cielo stellato che vedevo fuori mi aveva tolto almeno un po' di timori....avremmo dovuto affrontare solo il forte vento , ma la buona sorte ci avrebbe offerto il cielo terso e una fantasmagorica visione delle montagne....
Ripartiamo verso le quattro della mattina.La mia luce Waridi è strepitosa: i markers appaiono nitidi all'orizzonte indicando la "strada"....la luce è così potente che non mi accorgo di cosa sta avvenendo ...ad un certo punto sento Daniele che mi dice"Ausilia spegni subito la luce!guardate!".....è con una meraviglia che non so descrivere che osserviamo per la prima volta nel cielo la danza dell'aurora boreale....è stata un'emozione unica...che ci ha tolto le parole....sua Maestà La Natura ci stava facendo un dono meraviglioso.....il fenomeno è durato circa cinque minuti, lasciandoci il cuore pieno di gioia...


Il sentiero è tutto in salita, attraversa prima il bosco poi un'ampia valle di tundra per circa dieci miglia fino al Ptarmigan Pass.Da qui svolta a destra verso una valle minore, che rappresenta l'ingresso effettivo al Rainy Pass.



La stretta valle sale  al Creek Rainy Pass, attraversando più volte il torrente ghiacciato , dentro e fuori da cespugli di arbusti di salice.


Il vento inizia a soffiare sempre più forte.Sembra di spingere un muro!





Quandi raggiungiamo il Rainy Pass Lake ,siamo ad un miglio e mezzo dalla vetta.
Eccolo all'orizzonte!!!Il Rainy Pass!!!sono arrivata al Rainy Pass!sono così felice.....abbraccio Sebastiano e insieme urliamo al cielo un saluto alla Franca!

Il vento sembra un po' cessare in cima e ne approfittiamo per scattare molte foto.....essere qui con il cielo azzurro e terso è un momento che deve essere immortalato con cura!!!






Riprendiamo il cammino..la discesa non  è decisamente agevole  e occorre spingere la bici perchè il fondo non è pedalabile.Si attraversa prima un lungo nevaio.

Poi il sentiero diventa  stretto e tortuoso, lungo il torrente, a volte in stretti anfratti rocciosi.

A cinque miglia dal Passo  incontriamo la  valle boscosa del Dalzell Creek.Da qui il sentiero è facile per qualche chilometro.

Poi il sentiero diventa di nuovo molto difficile  e si attraversa una zona di ghiaccio .Salta da una parte all'altra attraversando il  torrente su ponti di neve .Bisogna prestare molta attenzione.
La stretta gola è lunga circa tre miglia, anche se mi sembrano una ventina.Prendo un sacco di "svergole" perchè  in alcuni punti appena  metto il piede fuori dalla traccia sprofondo fino alla vita cadendo.
Il canyon sfocia su di un fiume finalmente pedalabile.


l'ultima sezione del trail rientra nel bosco....Eccoci finalmente a Rohn!!!!qui il check point si trova in una tenda, non c'è null'altro in questa località.Troviamo John il responsabile del cp e Daniele , Tracey , Janette e Sean e un paio di altri concorrenti che erano arrivati un paio di ore prima....Daniele non intende fermarsi qui ,,,il letto di neve non gli ispira un buon riposo ,così decide di ripartire con Tracey...Seba invece crede sia bene fermarsi fino all'indomani mattina, così possiamo riposarci per bene....è lui il saggio e io mi fido totalmente delle sue scelte...non appena entro nel sacco a pelo sprofondo in un sonno profondo...