domenica 21 febbraio 2010
21 febbraio - Arrivo a Dakar
Stamane siamo partiti da Saly per affrontare la tappa finale del Tour....credo che Franca da dove si trovi abbia voluto portarci in dono ,oggi che è il suo compleanno, una fantastica brezza che ha attutito la sensazione di caldo terribile dei giorni scorsi.....l'ingresso nella periferia di Dakar è avvenuto per un tratto attraverso l'autostrada (!!!) ma la cosa davvero emozionante è stata essere scortati da un centinaio di ciclisti local veramente variopinti..uno montava addirittura un contachilometri da auto....adesso siamo a cena con i ciclisti maliani che più di noi si sono emozionati arrivando in città non essendo loro mai usciti dai confini del loro stato che è davvero un altro mondo...ci risentiamo all'arrivo in Italia fra due giorni
venerdì 19 febbraio 2010
19 febbraio - da Foundiugne a Saly
Un saluto con il rumore delle onde dell'oceano che si infrangono su una splendida spiaggia di sabbia bianca e la brezza che finalmente porta un po' di conforto al caldo torrido che sta segnando questi giorni....stamattina abbiamo lasciato presto Foundiugne ,che si trova sull'estuario del Saloum e poi partiti da Fatick siamo arrivati prima al centro di Mbour e poi a Yenne.Qui c'è stato l'incontro con la scuola che già avevamo visitato lo scorso anno...l'incontro con i piccoli è sempre così emozionante ..però oggi me ne voglio portare con me uno..il piccolo dalla maglietta rossa sulla banchina di Foundiugne....purtroppo non riesco a caricare foto..nell'internet point di ieri i pc erano infetti con il risultato che la mia scheda per la digitale è fuori uso....anche se penso che le foto non potranno rendere l'unicità di certi momenti..
giovedì 18 febbraio 2010
18 febbraio Foundiougne- Senegal
Scrivo da un internet point dal villaggio di Foundiugne;l isola dove siamo arrivati ieri sera...la scrittura e un po sgrammaticata perche sto lottando con la tastiera ma sembra che alcuni caratteri siano spariti:::come ad esempio gli accenti...le prime tre tappe del tour ci hanno fatto attraversare il Mali che e un paese straordinario ...i maliani sono un popolo cosi festoso e gioioso::la prima tappa che e stata di 90 km mi ha subito lasciato sulla pelle i segni del caldo africano nonche una sbucciatura rimediata in una caduta ...partiti dalla caotica e trafficatissima Bamako siamo arrivati scortati da una cinquantina di ciclisti locali pedalatori di improbabili e caricatissime bici fixed nel villaggio di Kolokani ....e stata un momento terribilmente emozionante ed incredibile con tutto il villaggio che ci ha accolto e offerto uno spettacolo di danza tradizionale da far venire i brividi...siamo sempre salutati dalle grandi autorita ...ministri--prefetti--colonnelli addirittura la partenza della seconda tappa tutta Kayes si e fermata con la banda che ha salutato l inizio della tappa ma e il contatto unico e che non so descrivere a parola con le donne e i bambini ad essere unico:::la seconda tappa di un centinaio di chilometri ci ha portato sino alla frontiera con il Senegal....sadesso devo staccare la connessione ma spero domani di riuscire a ricollegarmi e a caricare qualche foto
mercoledì 10 febbraio 2010
7 Febbraio

"Venerdì era lì con noi a Salsomaggiore.Non riesco ancora a crederci.E' proprio vero,se ne vanno sempre i migliori".Ho appena sentito la tremenda notizia al telegiornale.Chiamo subito Rita che mi risponde così...sapevo che lei,Claudio e Giancarlo erano con Ballerini fino a qualche ora prima.
E' l'ultimo fine settimana di agosto 2009:grande festa a Badia a Ruoti per i finishers dell'European challenge ,una straordinaria occasione per ritrovare amici con cui si è condivisa fatica,emozione e tanta strada...sotto la pioggia,di notte,nel caldo torrido..nonostante i suoi mille impegni,con il Mondiale ormai prossimo, è presente Franco Ballerini...che emozione è stata farsi fare la dedica sul diploma,un sorriso e poche parole "Brava,davvero"..Mi vengono in mente gli occhi lucidi di Giorgio davanti alla sua leggenda vivente,l'uomo Parigi-Roubaix...
Oggi ,non solo il ciclismo,ha perso un grande Uomo.
sabato 6 febbraio 2010
Due passi fa -Viaggio In Burkina Faso
Sono gli amici dell'Eroica che mi hanno aiutato a fare un salto enorme in avanti e ad avvicinarmi all'Africa,dove ero già stata alcune volte,con occhi nuovi,non quelli di un turista.
E' l'ottobre del 2007 e mi trovo a Gaiole con mio fratello ,che ho convinto a salire su di una bicicletta per vivere l'esperienza di una manifestazione straordinaria ,quale è l'Eroica.E' sabato pomeriggio e nella sede del Comune viene presentata l'iniziativa "Una scuola - 100 pozzi -1000 biciclette".Il Magis in sinergia con il neonato "Comitato Bici d'Italia in Africa" e con il patrocinio del Monte dei Paschi di Siena ha iniziato l'anno precedente a costruire nella regione di Dissin in Burkina Faso la costruzione di 100 pozzi e di una scuola agricola...ma i pozzi e la scuola si trovano spesse volte molto distanti dalle casupole dei contadini che devono raggiungerli:un mezzo come la bicicletta diventa uno strumento indispensabile per muoversi lungo le piste rosse che solcano il territorio...da qui l'idea finale del progetto :raccogliere 1000 biciclette da donare ai villaggi della provincia di Dissin....l'idea prende subito corpo nei miei pensieri:Perchè non organizzare un banchetto nel mio e nei paesi vicini per raccogliere tutte quelle bici relegate in un angolo della cantina o destinate a finire in una discarica?
Inizia così una splendida esperienza:180 bici raccolte in due mesi ed emozionanti storie di vita incontrate,come quella del signor Beppe - ha 87 anni e
non può più salire sulla sua amatissima bici,le gambe non glielo permettono..pensa che lei possa avere una nuova vita spinta da due gambe giovani e forte e fare,almeno lei,ancora molta strada...
Nel gennaio del 2008 mi viene offerta la straordinaria opportunità di far parte della delegazione che consegnerà le 1000 biciclette a Dissin.
Si rileverà essere per me un viaggio straordinario,in primo luogo perchè straordinarie sono le persone che mi accompagneranno , che mi insegneranno a credere che "anche quel poco" possa cambiare il destino di interi villaggi e che la sinergia delle forze permetta di fare imprese incredibili.
non può più salire sulla sua amatissima bici,le gambe non glielo permettono..pensa che lei possa avere una nuova vita spinta da due gambe giovani e forte e fare,almeno lei,ancora molta strada...
Nel gennaio del 2008 mi viene offerta la straordinaria opportunità di far parte della delegazione che consegnerà le 1000 biciclette a Dissin.
Si rileverà essere per me un viaggio straordinario,in primo luogo perchè straordinarie sono le persone che mi accompagneranno , che mi insegneranno a credere che "anche quel poco" possa cambiare il destino di interi villaggi e che la sinergia delle forze permetta di fare imprese incredibili.
Sono Gabin Dabirè e Alessandro Lastray a farmi conoscere ,portandomi sulla sua tomba,la storia di Thomas Sankara,politico ucciso a 37 anni nel 1987 nell'Alto Volta ,che la sua rivoluzione aveva ribattezzato appunto Burkina Faso "il Paese degli Integri" .Sankara , si era battuto dando vita ad una sfida di sviluppo autonomo e partecipativo che aveva portato i contadini,le donne,perfino gli alberi "a cercare la felicità" cambiando nomi,atteggiamenti e strutture "per osare inventare l'avvenire"fin nel più remoto dei villaggi ma con l'ambizione di parlare al mondo.
Sankara fu il Presidente dei contadini per aver voluto mettere al centro e dar potere a quel 90% di agricoltori poverissimi ,da sempre dimenticati e rovinati dalle tradizioni feudali,dalla distruzione della natura e dalle assurde leggi dell'import-export.Fu il Presidente ribelle per le sue proposte a favore del disarmo e dell'indipendenza politico-economica terzomondista.Fu il Presidente più povero del mondo per la messa in pratica di un principio di non privilegio("Non possiamo essere i dirigenti ricchi di un paese povero").Fu il Presidente femminista per l'attenzione speciale verso le donne relegate all'ultimo posto..In soli 4 anni l'obiettivo di "dieci litri d'acqua e due pasti al giorno per ogni burkinapè" venne raggiunto con una politica dell'acqua ,che avviò 8000 cantieri con la realizzazione di piccole dighe, acquedotti e pozzi e la campagna"produciamo quel che consumiamo "("mangeremo i nostri manghi,non le loro mele").La scolarizzazione aumentò.Un solo motto :si può accettare solo "l'aiuto che aiuta a fare velocemente a meno dell'aiuto".
Sankara era molto più avanti del suo popolo.Fu assassinato dal suo fraterno amico,l'attuale presidente Blaise Compaorè.
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Sulla sua tomba ho visto Gabin in lacrime.
La speranza di un popolo di nuovo schiacciata da un uomo che oggi si comporta come uno dei tanti governanti africani:nepotismo e genoflessione ai diktat dell'Occidente.
Per me del tutto ignorante di tante vicende storiche è stato emozionante vedere i luoghi dove sono maturate e che un mi hanno lasciato in dono e impresso più di ogni altra cosa l'insegnamento di "Osare inventare il futuro"...è la cosa che In Burkina sta facendo Padre Umberto ,che ci ha accompagnato nel viaggio ...è quello che ha iniziato a fare qui Massimiliano di Tolentino,compagno di viaggio e tante Ong ...è la cosa che posso fare io nel mio piccolo...perchè una volta che si è visto e conosciuto non si può più fare finta di niente....è la cosa che più di ogni altra vorrei insegnare e trasmettere alla mia adorata nipotina,perché possa crescere con occhi nuovi e attenti.

venerdì 5 febbraio 2010
Neve - 5 febbraio
"La neve è una poesia,una poesia che cade dalle nuvole in fiocchi bianchi e leggeri.
Questa poesia arriva alle labbra dal cielo,dalla mano di Dio.
Ha un nome.
Un nome di un candore abbagliante.
Neve.....
E' bianca.
Dunque è una poesia.Una poesia di una grande purezza.
Congela la natura e la protegge.
Dunque è una vernice.La più delicata vernice dell'inverno.
Si trasforma continuamente.
Dunque è una calligrafia.
Ci sono diecimila modi per scrivere la parola neve.
E' sdrucciolevole.
Dunque è una danza.
Sulla neve ogni uomo può credersi funambolo.
Si muta in acqua.Dunque è musica.
In primavera trasforma fiumi e torrenti in sinfonie di note bianche."
(Maxence Fermine)
Dedicato ad Angela e al suo grande dolore.
martedì 2 febbraio 2010
Ritorno in Africa


Ho resistito per due volte alla tentazione sentendo dall'altro capo del telefono l'invito di Elisabetta dalla Uisp ,ma la terza volta non ce l'ho fatta..."Eccomi!Sarò dei vostri" ..e così il prossimo 13 febbraio prenderò il volo per Bamako per iniziare una nuova avventura in una terra tanto amata..
Di seguito riporto la presentazione ufficiale del progetto del viaggio che si svolgerà dal 13 al 23 febbraio,proprio nei giorni in cui Seba ,che ho seguito durante questi mesi nel suo frozen training, volerà verso il suo grande sogno...ci separerà solo un gap di 80° C!!!
"Bamako-Dakar : il silenzioso tour della solidarietà
Era un po' che pedalavamo,tra l'Italia e l'Europa,tra salite e discese,tra sole ed intemperie.Ci mancava qualcosa,però.Ci mancava il sole della savana,il sorriso dei bambini africani,luminoso e sincero,ci mancava,soprattutto ,di coniugare la nostra passione sportiva con l'impegno della solidarietà verso coloro che sono meno fortunati di noi,ma spesso più vicini al vero senso della vita e dai quali possiamo quindi imparare tanto"
E' nata così l'idea della Bamako-Dakar ,un percorso ciclistico tutto africano attraverso due bellissimi paesi: il Mali ed il Senegal.Si attraversano ,pedalando,quando veloci e quando lenti,senza competizione ,in silenzio,tracciando un percorso che attraversa i territori,li scopre e li conosce e porta insieme solidarietà ed aiuto.
E' nata così l'idea della Bamako-Dakar ,un percorso ciclistico tutto africano attraverso due bellissimi paesi: il Mali ed il Senegal.Si attraversano ,pedalando,quando veloci e quando lenti,senza competizione ,in silenzio,tracciando un percorso che attraversa i territori,li scopre e li conosce e porta insieme solidarietà ed aiuto.
Le bicilette aiutano a far scoprire tutto questo e si trasformano così da strumenti sportivi in mezzi di trasporto per attraversare gli spazi infiniti infuocati dal sole,i villaggi gremiti di gente che ci accoglie festante,paesaggi suggestivi da scoprire ed assaporare.
Le biciclette ci servono per raggiungere le comunità alle quali vogliamo portare il nostro aiuto,e diventano così un pretesto per costruire progetti,iniziative,interventi a supporto di tante persone che hanno spesso ancora bisogno di molto.
Il Silenzioso Tour della solidarietà vuole rappresentare un nuovo modo per coniugare sport e cooperazione internazionale.Lo sport diventa così un pretesto per accendere i riflettori su paesi ancora poco conosciuti e portarli all'attenzione di pubblici più ampi,sui bisogni di popolazioni alle quali è possibile,con impegno e sensibilità,fornire aiuti concreti per migliorare le loro condizioni di vita.Il Tour ha due ambiziosi obiettivi.Il primo è quello di creare interventi di sostegno e cooperazione a beneficio delle popolazioni residenti sui territori attraversati dal percorso ciclistico.In particolare si vogliono realizzare interventi di tipo prevalentemente sportivo,vista la vocazione e l'esperienza dei soggetti proponenti dell'iniziativa.Crediamo infatti che lo sport possa non solo rappresentare uno strumento per l'educazione e la formazione delle giovani generazioni,ma possa trasformarsi anche in un utile strumento per lo sviluppo delle comunità locali.Gli interventi sono progettati,realizzati e monitorati da alcune tra le principali ONG italiane attive sui territori,in grado quindi di garantire non solo una conoscenza approfondita delle situazioni locali e dei bisogni delle comunità,ma di pianificare e costruire interventi armonici sui territori,nonchè di supervisionarne la realizzazione garantendone il successo.Non meno importante è però l'obiettivo che ci si propone di raggiungere rispetto sia ai partecipanti al Tour che a tutti coloro che ne seguano il percorso.E' con tutti loro che vogliamo infatti costruire un messaggio di uno sport lontano dai riflettori ma vicino alle persone,in grado di abbandonare per un po' la competizione per promuovere l'impegno e la solidarietà.Uno sport in grado di farci crescere ed arricchirci non solo nel fisico ma anche,e soprattutto,nello spirito.
Dopo il successo dell'edizione sperimentale realizzata nel 2009,l'Edizione UNO del Tour avrà luogo dal 15 al 21 febbraio.Il percorso muoverà dalla capitale del Mali Bamako per attraversare la parte occidentale del Paese alla volta del Senegal.Si procederà poi in direzione di Dakar attraversando i bellissimi paesaggi del Paese costeggiando la strada ferrata che unisce le due capitali.Durante il percorso la carovana si fermerà nei luoghi dove sono maggiormente attive le ONG partner del progetto e dove,oltre ad incontrare la popolazione locale,sarà possibile portare contributi concreti al miglioramento delle loro condizioni di vita.Al Tour parteciperanno 22 ciclisti tra i quali numerosi personaggi dello sport internazionale di ieri e di oggi.Pedaleranno infatti con il Tour Marco Pastonesi,giornalista della Gazzetta dello Sport,Luigi Agnolin,ex arbitro internazionale e Daniele Masala,campione olimpico di pentathlon moderno.
I tappa Bamako-Kolokani
II tappa Kayes-Frontiera
III tappa Kaffrine-Fatick
IV tappa Fatick-Yenne
V tappa Mbour-Joal-Mbour
VI Mbour-Dakar
Gennaio 2010 : PUSHING




















Un nuovo cassetto riempito di buone cose e con l'etichetta "Gennaio 2010"...ci trovo dentro la mezzanotte di Capodanno scalza con l'acqua alle ginocchia in Piazza San Marco,Fiocchetto,il film "La vita è meravigliosa",le lasagne e la salama da sugo della Dani,il sorriso di papà,il brillare del ghiaccio,due bici,le sieste nella trattoria della Signora Rita,Rockville,la camera del buen ritiro di "Nonna Maria",la neve che cade,una tribù da schiacciare,due lupi lontani ,lo svegliarsi all'alba a -15° in un saccoapelo sotto un abete...e quello che ho vissuto che le foto fanno intravedere a chi leggerà queste parole...
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